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"The flow of time" - Voice and Music by Michael Dallin- Lyric by Ivana

03 gennaio 2010

Candy Candy e la sua “Collina di Pony”

E’ dal 19 di Settembre che non scrivevo su questo blog!
Avevo lasciato un messaggio inerente il mio ultimo progetto: “Hands for one Years”.
In questo frangente di tempo la mia vita è andata avanti.
Ho fatto nuove scelte, ho seguito nuovamente il mio istinto e più che mai mi sono fatta guidare solo dalle sensazioni del momento, senza pensare al domani…
Il 2009 è stato un anno molto difficile per me, caratterizzato da una lotta interiore per cercare di capirsi un po’ di più, scappando da ciò che sapevo mi avrebbe ferito, sentendomi incatenata a delle scelte ed ad un luogo che ho dal primo momento rifiutato di sentire mio.
Ho viaggiato tanto per scappare dalla quotidianità e per fare dei “tuffi salutari” a contatto con le persone che stimavo e che mi facevano stare bene, o per lo meno che mi davano un senso di appartenenza.
Non mi ero posta alcun obbiettivo per il 2009, non me ne pongo per il 2010.
L’unico mio desiderio è quello di continuare a sognare e a concretizzare tutto quello che ho in mente, seguendo le mie passioni, seguendo le mie pazze idee senza curarmi dei giudizi altrui, ma continuando per la mia strada, avendo sempre fissi gli obbiettivi che mi sono posta.

Anche per il 2010 ho semplicemente deciso di seguire quello che mi detta il mio istinto.
Non so se sia normale, ma sento sempre più forte l’esigenza di partire, e soprattutto partire all’ultimo momento… così… dove mi porta il caso… all’avventura…
E’ quello che ho fatto un mese fa, decidendo di prenotare un biglietto per Zurigo 5 ore prima di partire. E’ quello che ho fatto un paio di mesi fa, partendo improvvisamente negli Stati Uniti.
Mi sono svegliata una mattina, ho sentito un forte desiderio di andare e di catapultarmi in un’altra realtà, lontana da tutto e da tutti…
La mia solita fugga alla ricerca di qualcosa di meglio, alla ricerca di un equilibrio…

Per me il viaggiare è diventato quasi come una droga: ne sento l’assoluta necessità; se non mi sposto sento un senso di soffocamento, se sto sempre nello stesso posto mi sembra di impazzire…
Ieri ho avuto questa stessa sensazione... erano le 7 e mezza di sera e d’improvviso ho sentito quasi un impulso irresistibile ad andare, prendere il primo volo, treno, bus che mi avrebbe portato non so dove.
Mi è servito tantissimo parlare con Trevor… Mi capisce… lui stesso ha da sempre questo forte bisogno di viaggiare, di vedere qualcosa di nuovo, di catapultarsi in altre realtà completamente diverse dalle sue… Con la sua barca ha la possibilità di andare da una parte all’altra, conoscere nuova gente… è una continua avventura…

Ho iniziato il nuovo anno al meglio, ho iniziato il nuovo anno a “casa”, circondata dalla mia “famiglia”. Monaco di Baviera è per me un punto di riferimento fondamentale: è il posto in cui mi sono sentita sempre a mio agio e devo ringraziare il fatto che qui ho qualcuno per cui sento un forte legame Karmico.

Ho salutato il 2010 sopra una collina da cui potevo vedere l’intero orizzonte, così come lo vedevo sempre da casa mia a Nurri.
I fuochi d’artificio alti nel cielo, ed una nebbiolina che circondava il paesaggio ha reso l’atmosfera magica, speciale... Ho provato un senso di felicità immensa a stare lì in quel momento, e guardando l’immenso orizzonte era come se ammirassi l’infinito…

Ho un sorriso sulle labbra… mi è venuta in mente Candy Candy e la sua “Collina di Pony”…

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15 settembre 2009

New Project


Just to let you know that I am working on a new project.
Follow me in http://hands-for-one-year.blogspot.com/
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24 giugno 2009

Chi controlla il cibo, controlla la popolazione

Televisione accesa. Non facevo caso a quello che si diceva, ma d’improvviso qualcosa ha attratto la mia attenzione.
Un servizio di Videolina parlava di un piccolo parasita “sbarcato” sul nostro territorio, proveniente dai paesi sudamericani, che sembra causare la devastazione di molte culture di pomodori. I normali anticrittogamici non riescono a combatterlo.
Vedo le immagini del parassita: un verme verde, viscido e strisciante, che si attacca alle piante, le distrugge e le danneggia irrimediabilmente.

Per un’associazione di idee mi viene in mente un articolo che avevo letto su “Disinformazione.it” sui pomodori viola e gli OGM.
Ci saranno OGM immuni a qualsiasi parassita, ma al contempo ce ne saranno altri che per sopravvivere necessitano di particolari pesticidi, tutti brevettati dalle stesse lobby delle sementi.
Intanto sul mercato sono presenti le sementi “Terminator” (Monsanto-Pfizer), programmate per far morire il raccolto dopo la prima produzione, costringendo gli agricoltori a ricomprare ogni anno i semi, così come succede da tempo in India.

Il quotidiano Britannico “Independent on Sunday”, ha rivelato l’esistenza di verbali segreti, in cui i premier dei paesi dell’Unione Europea sono già impegnati a promuovere i cibi geneticamente modificati attraverso delle campagne mediatiche senza precedenti.
Vorrebbero far credere che gli OGM ridurranno la moria di tumori, e che saranno impiegati per sfamare i paesi del terzo mondo.
Fra qualche anno dovremmo anche prepararci a vedere sulle nostre tavole il pomodoro viola dalle proprietà anti-cancro in grado di produrre più antocianine. In esso saranno impiantati i geni del fiore “Bocca di Leone”, e grazie alle sue attività antiossidanti potrà ridurre la fragilità capillare, i processi di invecchiamento, le modificazioni cellulari, i processi infiammatori e le modificazioni cancerogene.

E’ questo il futuro che ci aspetta? Prodotti alimentari sponsorizzati come elisir di lunga vita?
Penso che siano solo operazioni di marketing per poter favorire certe lobby.
Per ora, quando parlo o penso agli OGM, mi viene sempre in mente una frase di Henry Kissinger:
“Chi controlla il cibo, controlla la popolazione!”
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02 maggio 2009

Deformazione Professionale: Stronza!

Tornata in Germania per il weekend ho riaperto l’enorme scatolone che avevo spedito dalla Cina, con tutti i cimeli della mia esperienza di vita in quel lontano paese.
E’ stato un rituffarsi nel passato, entrare dentro una macchina del tempo e rivivere emozioni e sentimenti, semplicemente toccando con mano ogni oggetto che vi era dentro. Ho pensato a come quell’esperienza mi abbia fatto entrare nella mia fase ZEN caratterizzata dalla tolleranza, assenza di aggressività, ricerca di quell’equilibrio interiore con se stessi e con gli altri.

Sono arrivata in Spagna dentro una “campana di vetro in cui vivevo la mia fase ZEN”, ma a poco a poco questa campana ha incominciato ad essere attaccata su tutti i frangenti venendo a contatto con una realtà superficiale, competitiva, aggressiva, che alla fine stava incominciato a frantumare tutto quel lavoro che avevo fatto nei mesi precedenti!

Il lavoro soprattutto, in cui è richiesta un’enorme competitività, il cui il migliore, quello che emerge, non è colui che rispetta gli altri, ma colui che si comporta contro ogni principio morale o altruistico, ha contribuito senz’altro a indebolire quella sorta di membrana che mi ero costruita nel tempo.
A poco a poco stavo acquisendo, anche nella vita normale, i tratti caratteriali da STRONZA, che sono tanto ricercati ed apprezzati al lavoro.

Ho deciso per questo di scappare per il weekend e di fare un “bagno salutare” fra i principi ed i buoni insegnamenti delle persone positive che ho incontrato nel tempo; ho deciso di allontanarmi, almeno per il weekend, da quell’ambiente che mi fa perdere la calma, mi rende una persona frustrata e che abbassa il mio livello energetico.

Nell’ultimo mese ho fatto questi “bagni salutari” quasi ogni fine settimana, mi aiutano a mantenere un certo equilibrio e a rafforzare la mia “campana di vetro ZEN”.
Non voglio acquisire alcuna Deformazione Professionale da STRONZA!
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30 aprile 2009

Sigue siempre tu camino

Se nulla è dettato dal caso, così come Meo sempre dice, che significato devo dare a quegli incontri causali o solo a poche parole?

Ricordo ancora cosa mi passava per la mente…
Pensavo a tutte quelle persone di fronte a me, ammucchiate in un ristretto spazio: sguardi indifferenti che si evitano a vicenda, persone che non si conoscono e che non comunicano fra loro.
E mentre sono raccolta in questi pensieri, un omino, non più alto di un 1 metro e 40, con capelli grigi, viso abbronzato, giacchetta scura con sotto gilè e cravatta, mi invita a sedere.
Accenno un sorriso e sono io a pregarlo di accomodarsi.
Mi risponde: “No grazie, ho ancora la speranza di crescere”.
Da lì inizia a raccontarmi di quando era ancora un giovincello ed era solito cedere il posto alle anziane signore o alle belle ragazze. Ora non tollerava la “nuova generazione”, sprezzante delle buone maniere, che non si comporta allo stesso modo.

Nel bel mezzo del racconto la metro si ferma alla mia stazione. Devo scendere!
Saluto l’omino, ma lui mi blocca, vuole proseguire il suo discorso, vuole dirmi qualcos’altro.
Scende anche lui alla mia fermata e continua la sua storia.

“Una volta avevo invitato un ragazzone alto alto a cedere il posto ad un’anziana signora…
Il giovanotto non aveva però alcuna intenzione di alzarsi e a quel punto l’ho sollevato di peso e l'ho spostato da una parte. L’ho fatto con tutta la forza che avevo. Lui avrà pesato 70-80 kg, ma io l’ho scansato senza alcun problema, come se fosse una piuma!”
Fa una pausa e poi prosegue:“Una volta ascoltavo un programma radiofonico in cui si diceva che chiunque, con la sola forza del pensiero, può riuscire a spostare con una mano anche 2 quintali di peso. E’ necessaria solo la forza della mente, la propria forza interiore. Credo molto in questo!”

Finisce il suo discorso, mi guarda, mi sorride, mi da una pacca sulle spalle, 2 baci sulla guancia e mi dice: “Nunca pierdes tu poder, sigue siempre tu camino”.

Ringrazio, saluto, e così come mi è stato detto siguo siempre mi camino…
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06 aprile 2009

Uomo senza nome

Metro.
Sguardo triste, spento, che mira verso il basso. Viso pallido, sciupato, occhi incavati, pensierosi.
Hai un fare elegante, composto, ed un atteggiamento dignitoso, nonostante il dolore, nonostante la tua sofferenza.
Osservo te, uomo solitario, chissà che pensi ora. Ti vedo spaurito, cerchi forse un po’ d’appoggio, solo un aiuto.
Vorrei tenderti la mano o semplicemente parlarti.
Hai sulla gola un’enorme cicatrice e un piccolo foro da cui respiri faticosamente.
Forse hai un po’ paura, forse ti interroghi sul tuo destino, sulla tua vita passata, su certe scelte non fatte…
Ed io ora, mi interrogo su di te, uomo senza nome.
Ricorderò il tuo volto e ti porterò con me, pensando alla mia scelta di far l’indifferente.
E mentre scendo dalla metro, accosto qualche passo e poi mi volto; e tu sei lì, seduto, che guardi dal lato opposto.
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04 febbraio 2009

La ritmicità dei gesti

L’altro giorno riflettevo sulla ritmicità dei gesti quotidiani come ad esempio alzarsi la mattina alla stessa ora, preparare meccanicamente il cappuccino e berlo ranicchiata sulla sedia, mentre osservo l'infinito fuori dalla mia finestra...

Durante la mia permanenza al monastero di Bai Lin Si ho potuto osservare come le giornate passavano sempre con la stessa lentezza e regolarità.
Sveglia tutti i giorni alla stessa ora, funzione religiosa accompagnata dai consueti gesti ritmici, colazione in silenzio e solita postura senza incrociare le gambe.

Tornata alla realtà, dopo una giornata di intenso lavoro, mentre preparavo la cena in solitudine e mentre facevo i piatti, ho capito qualcosa di nuovo.
Il cucinare, il lavare, lo stirare, il pulire casa, sono delle attività che la maggior parte delle persone evita di fare, ma non ci si rende conto che anche nella ritmicità di quei gesti quotidiani è possibile entrare in contatto con l’essenza di noi stessi, in modo da riscoprire quella parte dell’IO che forse non si ritroverebbe facendosi trasportare dal caos, per allontanare il pensiero dai problemi e per fuggire a se stessi.

Mi manca molto la mia vita in Cina e mi manca molto il mio tempo per me…
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